Stagione teatrale passata

SERE D’ESTATE A PALAZZO D’ARCO
RASSEGNA ALDO SIGNORETTI


Prosa • Musica • Danza
nel Cortile d’Onore
di Palazzo d’Arco
di Mantova

Con la Rassegna Aldo Signoretti, la Campogalliani intende ricordare una figura di spicco per la cultura mantovana e fondamentale nella lunga e gloriosa storia della Compagnia oltre che nella duratura e felice vicenda teatrale e umana che da 77 anni accomuna l’Accademia alla città.

Per questa occasione, l’Accademia Teatrale Francesco Campogalliani organizza e propone al pubblico e alla città un programma vario, piacevole, interessante e di qualità le cui serate fra il 6 e il 29 giugno nel Cortile d’Onore di Palazzo d’Arco, contribuiscono ad animare il centro cittadino grazie a proposte teatrali di sicuro valore in un luogo accogliente e di straordinario impatto visivo, generosamente messo a disposizione da Fondazione d’Arco.

Data l’importanza di questo appuntamento con il teatro, sono previste in apertura e chiusura due serate di prosa a cura dell’Accademia, tre di compagnie ospiti, due dedicate alla danza e una alla musica.

La Campogalliani sa di non essere sola ad affrontare questo impegno e ringrazia Fondazione d’Arco, Fondazione Comunità Mantovana, gli sponsor che sostengono le serate dall’8 al 29 giugno e il Comune di Mantova grazie al quale può essere realizzato l’evento speciale del 6 giugno in memoria di Aldo Signoretti.

Le rappresentazioni come sempre avranno cadenza in giorni fissi della settimana, il martedì e il giovedì.

In caso di maltempo, lo spettacolo sarà rimandato alla sera successiva.

 

IL PRESIDENTE
Francesca Campogalliani

 

Posto unico non numerato € 10
Prevendite: venerdì 26 e sabato 27 maggio e nei giorni di spettacolo presso biglietteria del Teatrino D’Arco, ore 17:30 - 19:00.
Informazioni tel. 0376325363 / 3757364473 oppure via mail a: biglietteria@teatro-campogalliani.it

 

main sponsor



dettagli

Martedì 6 giugno 2023 ore 21,30

Accademia Teatrale e Scuola di Teatro F. Campogalliani

HO MERAVIGLIE DA RACCONTARE

SERATA SPECIALE IN RICORDO DI ALDO SIGNORETTI

evento realizzato grazie al supporto del Comune di Mantova
ingresso gratuito


Attore, regista, scenografo, direttore artistico – Aldo Signoretti ha ricoperto molti ruoli all’interno dell’Accademia Teatrale “Francesco Campogalliani”, vivendoli tutti con entusiasmo ed energia lungimirante. Amava alternare sul palco lavori classici e contemporanei, esplorando nuovi repertori e lavorando sempre a una continuità di esperienza trasmessa, d’impegno e di consapevolezza critica.

A otto anni dalla scomparsa, l’Accademia rende omaggio a Signoretti dedicandogli la rassegna estiva, che aprirà martedì 6 giugno con Ho Meraviglie da Raccontare, una serata di storie vecchie e nuove, ricordi e promesse per il futuro.  Con la direzione di Maria Grazia Bettini e le voci narranti di Diego Fusari e Adolfo Vaini, la rievocazione di grandi successi passati e il lavoro degli allievi della Scuola di Teatro s’intrecceranno per tracciare un ritratto affettuoso dello storico regista e direttore, che nella Campogalliani vedeva “una strada … che vuol essere percorsa a lungo e con vivacità.”

 

Giovedì 8 giugno 2023 ore 21,30

Accademia Teatrale F. Campogalliani

IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI

dal romanzo di Jules Verne

traduzione e adattamento di Chiara Prezzavento

regia di Maria Grazia Bettini


Nel centocinquantesimo anniversario della pubblicazione, il celebre romanzo di Jules Verne arriva sul palcoscenico del Teatrino d’Arco in una riduzione creata appositamente per l’Accademia Campogalliani da Chiara Prezzavento: una versione al femminile del viaggio più famoso della narrativa avventurosa.
Il romanzo di Jules Verne racconta un mondo molto diverso dal nostro: un mondo pieno di ottimismo, di fiducia nel progresso e nella scienza; un mondo che, grazie alle innovazioni tecniche e all’espandersi delle reti di trasporto, si poteva percorrere con una facilità e rapidità inimmaginabili soltanto pochi anni prima. Verne intreccia questa modernità ai motivi classici del romanzo d’avventura, e al tema dell’irriducibilità dello spirito umano.
Nell’adattare il romanzo per la scena, Chiara Prezzavento (che ha curato personalmente anche la traduzione) è partita da una domanda: e se l’eroe fosse invece un’eroina? Così ecco Phileas Fogg trasformato in Phyllis, una signora secondo cui non c’è nulla che una donna non possa fare come e meglio di un uomo – e quando l’allegro valletto francese Jean Passepartout diventa la cameriera Jeannette, l’intera storia si declina al femminile.
Le nostre eroine si muovono in un mondo tipico della narrativa avventurosa, quello delle letture d’infanzia e dei pomeriggi estivi di giochi a perdifiato…

 

“Se adesso la percorriamo dieci volte più rapidamente di quanto si facesse un secolo fa, al fatto la terra è più piccola di allora.”

 

Miss Phyllis Fogg è, come la sua controparte maschile nel romanzo originale, un esempio tipico del carattere inglese immaginato da un Francese: flemmatica, precisa, fredda ma eccentrica – e incapace di resistere a una scommessa.

E così, quando un’innocua conversazione al club diventa una discussione sull’efficienza dei mezzi di trasporto moderni, la nostra eroina non esita un istante a partire per il giro del mondo insieme alla sua nuova cameriera francese, l’energica e leale – seppure alquanto svagata – Passepartout.

Il problema è che questa precipitosa partenza segue di pochissimo una clamorosa rapina alla Banca d’Inghilterra – compiuta, a quanto pare, da “una signora di bell’aspetto e buone maniere”… Convinto di avere individuato la ladra, il Detective Fix, assistito dal suo fido sergente indiano, si mette in viaggio a sua volta, inseguendo Miss Fogg per arrestarla.

Chi la spunterà, tra treni, piroscafi, elefanti, ponti in rovina e principesse da salvare, su e giù per quattro continenti? L’irriducibile detective o la tenace signora?

Nel centocinquantesimo anniversario della pubblicazione, il celebre romanzo di Jules Verne arriva sul palcoscenico del Teatrino d’Arco in una riduzione creata appositamente per l’Accademia Campogalliani: una versione al femminile del viaggio più famoso della narrativa avventurosa.

L’intrepida e imperturbabile Miss Phyllis Fogg guida un folto cast attraverso un mondo coloratissimo, che le magie della scenografia trasformano in una celebrazione della fantasia, delle storie e dell’avventura.

 

NOTE DI REGIA

Il romanzo di Jules Verne racconta un mondo molto diverso dal nostro: un mondo pieno di ottimismo, di fiducia nel progresso e nella scienza; un mondo che, grazie alle innovazioni tecniche e all’espandersi delle reti di trasporto, si poteva percorrere con una facilità e rapidità inimmaginabili soltanto pochi anni prima. Verne intreccia questa modernità ai motivi classici del romanzo d’avventura, e al tema dell’irriducibilità dello spirito umano.

Nell’adattare il romanzo per la scena, siamo partiti da una domanda: e se l’eroe fosse invece un’eroina? Così ecco Phileas Fogg trasformato in Phyllis, una signora secondo cui non c’è nulla che una donna non possa fare come e meglio di un uomo – e quando l’allegro valletto francese Jean Passepartout diventa la cameriera Jeannette, l’intera storia si declina al femminile.

Le nostre eroine si muovono in un mondo tipico della narrativa avventurosa, quello delle letture d’infanzia e dei pomeriggi estivi di giochi a perdifiato… Per restituire quest’atmosfera fantasiosa e brillante lo spettacolo ricorre a costumi suggestivi e scene coloratissime, realizzate in collaborazione con il corso di Scenografia del Liceo Artistico “Giulio Romano”.

Il gioco, l’avventura e la fantasia diventano la chiave per aprire una finestra su un’epoca e il suo modo di leggere la complessità del mondo.

Martedì 13 giugno 2023 ore 21,30

Compagnia teatrale Estravagario Teatro

UOMINI SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

di Alessandro Capone e Rosario Galli

regia di Alberto Bronzato


Che fatica essere uomini se anche una tranquilla riunione tra amici si trasforma in una seduta collettiva in cui lamentarsi delle perenni crisi con il gentil sesso.
E’ la storia di quattro amici che da anni si vedono tutti i lunedì attorno a un tavolo da poker, per giocare e per raccontarsi le proprie vite e i propri problemi; una terapia di gruppo dove i nostri poveri UOMINI mettono a nudo le loro esperienze, il proprio vissuto, confrontando le loro vite e le rispettive frustrazioni.
I protagonisti condividono il sogno e la ricerca della loro donna ideale che, nelle fantasie di questo gruppo un po’ cialtrone e velleitario, deve essere bella, sessualmente disponibile e soprattutto di poche parole.
All’improvviso un’idea inaspettata anima la discussione, quella di devolvere le somme stanziate da ognuno per il gioco, al pagamento di una escort. E da quel momento i problemi del quartetto con l’altra metà del cielo passeranno dalla dialettica alla pratica, amplificati da una scottante rivelazione finale…
Uno spaccato della moderna società che mette a nudo le debolezze degli uomini e il loro controverso rapporto con il gentil sesso.

 

Giovedì 15 giugno 2023 ore 21,30

Compagnia teatrale Baroni Rampanti

VENERE IN PELLICCIA

di Leopold von Sacher-Masoch

adattamento teatrale di Martino Palmisano

regia di Emanuela Bonetti


"Venere in pelliccia" è una rilettura contemporanea del celebre romanzo di Leopold von Sacher-Masoch scritto nel 1870. Il testo dispone sulla scena, come su una scacchiera, sensualità e freddo autocontrollo; cedimenti amorosi e manipolazione.
L’aristocratico galiziano Severin stipulerà con Wanda, nobildonna rimasta vedova, un perverso contratto: lui sarà il suo schiavo. Un testo visionario, che per la prima volta in letteratura, tocca i temi di libertà, emancipazione femminile e dominio della donna sul maschio.
Wanda a Severin: “..sì, certo, mi prenderò un corteggiatore, altrimenti mi rimprovererai di non esser stata abbastanza crudele. Ma ora voglio divertirmi con te.”
Lo spettatore vedrà rappresentato l’eterno dualismo uomo/donna in un continuo rovesciamento di ruoli: il “potere” passerà dall’uno all’altra, ma sarà lei a volerlo o lui? L’essere sottomessi sarà una sconfitta o un traguardo?

 

Domenica 18 giugno 2023 ore 21,30

Coro Armonia Segreta
in collaborazione con Accademia Teatrale Campogalliani

VIAGGIO IN UNA NOTTE STELLATA

Direzione M° Michelangelo Rossi

testi di Luca Frildini

soprano Giulia Perusi, tenore Hao Kang

voci recitanti Davide Cantarelli, Greta Carra, Giovanni Rodelli, Francesca Savoia


Il coro di ricerca Armonia Segreta ha proprio come obiettivo quello di proporre al pubblico non solo il grande repertorio classico, ma anche le opere degli autori mantovani o comunque legati alla città. Questa iniziativa musicale e culturale è infatti nata con un forte radicamento a Mantova. Il soprano Giulia Perusi, preparatrice vocale e cofondatrice del coro, spiega: «La formazione coristica è attualmente composta da 16 elementi, tutti giovani tra i 20 e i 40 anni che perlopiù abitano nel mantovano e si sono formati presso il Conservatorio cittadino», dove si sono laureati anche i due fondatori, musicisti professionisti dal profilo internazionale. Il cielo, le stelle e la luna sono spesso oggetto della creatività umana legati come sono a pensieri d’amore e voli di fantasia. Prendendo spunto dai Notturni pianistici di Lucio Campiani nel concerto-spettacolo verranno eseguiti brani di musica classica che fanno riferimento al mondo celeste e della notte all’interno di una cornice narrativa e teatrale grazie all’intervento di alcuni attori dell’Accademia Campogalliani.

 

Martedì 20 giugno 2023 ore 21,30

Compagnia teatrale Giorgio Totola

LA LOCANDIERA

di Carlo Goldoni

regia di Carla Totola


“La locandiera” nasce in un momento critico e complesso dell’attività del Goldoni: quando egli sembrava prendere una certa distanza dai suoi attori e insieme dalla sua tematica e tentare le vie di un "artificio" raffinato certo, ma anche più distaccato, meno direttamente coinvolto in un proposito di grande "riforma".
Nella locanda di Mirandolina, a Firenze, gli ospiti e un aiutante si contendono i favori della bella e disinvolta locandiera, che alla fine farà una scelta non scontata.
L’equilibrio strutturale è imperniato si due temi: la passione e la finzione. Ogni personaggio, almeno una volta finge. Il marchese finge una ricchezza che non ha, il conte esibisce una nobiltà comprata, le due commedianti si chiamano dame; lo stesso cavaliere si nasconde dietro una misoginia che poi deve cedere all’amore di Mirandolina; anche Fabrizio è reticente con la sua coscienza a tratti emergente, per calcolo e amore del quieto vivere.
Al centro Mirandolina che fa vedere come si innamorano gli uomini. A questo fine, usa lo strumento della finzione, il teatro: che le permette non solo di controllare gesti e parole a contatto con i personaggi, sulla scena, ma di annunciare a organizzare la propria commedia dialogando con il pubblico, il quale costituisce, da questo punto di vista, il suo vero interlocutore; finge con tutti, ma svela la propria finzione al pubblico.
La sua, insomma, è una lezione fatta a teatro e col teatro, che la distacca, per una breve frazione di tempo, perfino da se stessa.

 

Giovedì 22 giugno 2023 ore 21,30

Scuola di ballo Teatro Sociale di Mantova
diretta da Marina Genovesi

SPETTACOLO DI DANZA CLASSICA

da Le Silfidi di Fryderyk Chopin e variazioni dal repertorio


La serata dedicata alla DANZA CLASSICA aprirà con “Les Sylphides “ di Fryderyk Chopin Nella mitologia cui il compositore polacco si rifà, la figura femminile della Silfide incarna lo spirito che, sotto i chiari di luna e nei boschi, canta con la danza le virtù della grazia, del riserbo, della compostezza ed esalta il valore tutto romantico della bellezza in ogni sua forma I giardini e gli orti del settecentesco Palazzo D’Arco ben si prestano per riproporre l’idea musicale di Chopin che ama esaltare l’unità tra uomo e natura.
La coreografia è tratta dall’originale di Michele Fokin.
Seguiranno il passo a due dal “Don Chisciotte” su musiche di Ludwig Minkus, “le Fate” dalla “Bella addormentata”, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij e altre coreografie sempre tratte dal repertorio classico.

 

Martedì 27 giugno 2023 ore 21,30

Scuola di ballo Teatro Sociale di Mantova
diretta da Marina Genovesi

SPETTACOLO DI DANZA CONTEMPORANEA E DI CARATTERE

musiche di autori vari


La prima parte della serata sarà dedicata alla DANZA CONTEMPORANEA e cioè quel tipo di danza che nasce in Europa e in America verso la metà del ‘900 e che si distingue dalla danza classica per l’esaltazione corporea ed espressiva, esaltando la libertà di interpretazione musicale.
Mentre la danza classica segue regole ben precise che vanno assolutamente rispettate la danza contemporanea permette l’improvvisazione e la personale interpretazione.
Le relative coreografie sono state create da Carlotta Graffigna, giovane artista e insegnante stabile della scuola Marina Genovesi con pluriennale esperienza che metterà in evidenza il valore e le suggestioni della danza contemporanea di Tersicore con vari balletti di gruppo e solistici.
La seconda parte della serata prevede tre magnifiche coreografie di DANZA DI CARATTERE, due tratte dal folclore ucraino e una da quello ungherese.
Le coreografie sono state curate della maestra Irina Savitskaya, insegnante stabile della scuola.

 

Mercoledì 28 giugno 2023
ore 21:30

“CINDERELLA”

L’invidia e il coraggio della bellezza

Regia e coreografia: Chiara Olivieri

Spettacolo realizzato con gli allievi di contemporaneo di DANZAREA

Danzatori ospiti: Rebecca Lanzoni e Daniel Tosseghini
 


 
Siamo invidiosi tutte le volte che non sopportiamo la luce degli altri e disperiamo di avere accesso al bene e alla bellezza. Ogni volta che siamo invidiati giochiamo a livellare verso il basso i nostri talenti e oscuriamo la nostra luce. L’invidia e il coraggio della bellezza sono le tematiche di questa rivisitazione  in chiave contemporanea della celebre fiaba. La magia del personaggio di Cenerentola sta nella sua insistenza nel desiderare, nonostante le difficoltà, senza mai perdere l’attenzione e la cura di se stessa. Un messaggio importante per ogni età, sul quale riflettere e discutere che è stato veicolato con la coreografia, l’espressività della danza contemporanea e l’interpretazione degli allievi di Danzarea, a restituzione del loro anno di studio.

Giovedì 29 giugno 2023 ore 21,30

Accademia Teatrale F. Campogalliani

TRE SULL’ALTALENA

di Luigi Lunari

regia di Aldo Signoretti ripresa da Maria Grazia Bettini


Tre uomini, un commendatore, un capitano dell’esercito ed un professore, si trovano nello stesso luogo per tre ragioni diverse: il commendatore per un incontro galante, il capitano per trattare un acquisto di materiale bellico, il professore per ritirare le bozze di stampa di un suo libro.
Ma cos’è esattamente quel luogo? Un discreto e comodo albergo, un luogo di affari, o una casa editrice? E’ possibile che tutti e tre abbiano avuto l’indirizzo sbagliato? Questa situazione strana accresce il mistero, anche perché un allarme per un’esercitazione antiinquinamento impedisce loro di uscire.
Durante la notte che sono costretti a passare insieme, i tre uomini in attesa, sospesi, tutti aspirano a qualcosa, qualcosa che non arriva, anzi il senso di sospensione aumenta col passare del tempo, tanto che arrivano a sospettare che la stanza potrebbe essere davvero un’anticamera per l’aldilà, e che probabilmente essi sono già morti, e in attesa del Giudizio. I tre reagiscono a questa prospettiva secondo le rispettive caratteristiche psicologiche.
Lo spettacolo, allestito per la prima volta nel 1993, fu ripreso nel 2016, in occasione del Settantennale dell’Accademia Teatrale Campogalliani, alla memoria di Aldo Signoretti e di Silvano Palmierini, rispettivamente magistrale regista e straordinario interprete della primitiva storica realizzazione; la regia è la stessa curata da Aldo Signoretti e che Maria Grazia Bettini ha voluto riproporre senza cambiare nulla dell’originario allestimento e disegno registico, perché (come ha dichiarato lei stessa) : non mi sembrava possibile migliorare alcun elemento, tranne la sostituzione di un attore per “forza maggiore”.

 

Lo spettacolo è diviso in due tempi con un solo intervallo


 
 
La ripresa dello spettacolo nel Settantennale dell’Accademia Teatrale Campogalliani è dedicata alla memoria di Aldo Signoretti e di Silvano Palmierini, rispettivamente magistrale regista e straordinario interprete della primitiva storica realizzazione di TRE SULL’ALTALENA

Il Presidente - Francesca Campogalliani

 

Ho scelto di riproporre questo spettacolo, senza cambiare nulla dell’originario allestimento e disegno registico, perché non mi sembrava possibile migliorare alcun elemento, tranne la sostituzione di un attore per “forza maggiore”.

Il regista e Direttore Artistico - Maria Grazia Bettini



Nota d’autore

Ci sono varie cose divertenti che potrebbero essere dette sulla genesi e sulla “fortuna” di questa commedia, ma il dirle non è opportuno: qualcuno potrebbe adontarsene, e, a me non sembra il caso di farmi dei nemici. Le racconterò a suo tempo – magari in una nuova commedia – lasciando per ora il curioso alla sua curiosità. «Tre sull’altalena nasce un po’ per caso: il titolo aggancia e riecheggia – come è mio costume – un titolo noto, tentando di scavalcare a livello subliminare la diffidenza del pubblico italiano per le cose nuove e mai sentite. Come commedia – a parte l’abilità tecnica che sempre e generosamente mi riconosco – non mi sembrava gran cosa: e devo un cero e un inno a Franco Graziosi, che per primo si è calorosamente divertito leggendola e che mi ha aperto gli occhi, diciamo, sulle sue possibilità. Ho constatato poi che la commedia piace molto agli attori, e mi sono ricordato del Goldoni, che nel suo Teatro comico fa dire a un attore: «Perché una commedia diverta il pubblico bisogna che prima diverta me». Che diverta e piaccia agli attori è dunque un buon auspicio. Poi, rileggendola, mi sono divertito anch’io: e autoanalizzandomi un poco, ho scoperto quanto segue: la commedia – al di là del piccolo mistero di cui ne circonfondo la nascita – è nata comunque senza alcuno scopo preciso, come è per chi dia inizio a un discorso improvvisato, senza una traccia e senza una scaletta, è stata condotta con totale libertà, come è per chi passeggia senza meta e senza scopo, per il puro gusto di passeggiare: il risultato è che nel totale disimpegno, nella mancanza di ogni progetto particolare, sono liberamente confluiti in queste pagine temi, episodi, convinzioni, speranze, paure, manie che appartengono più che a me uomo di teatro o intellettuale o scrittore, a me uomo in quanto tale, Luigi Lunari e basta. E – sempre in questa disimpegnata libertà, non dissimile da quella sciolta tranquillità che a volte negli sport procura il record – la commedia si è disposta «naturalmente» secondo un ordine e un significato, che diventano addirittura esistenzial-filosofici. Al punto che avrei potuto scrivere – del tutto diversamente da quanto ho scritto – «…Questa commedia tratta dai vari atteggiamenti che l’Uomo assume di fronte al grande Problema della Morte. I tre protagonisti, e la quarta persona che sopraggiunge alla fine, rappresentano – secondo una tipologia che attraverso le quattro maschere della commedia dell’arte e le carte dei tarocchi risale addirittura all’antico Egitto – il Potere Economico, la Sapienza Filosofica e Razionale, la Forza delle Armi e da ultimo il Popolo Lavoratore (Pantalone, il Dottore, il Capitano, lo Zanni, ovvero i segni di danari, di coppe, di spade e di bastoni). Di fronte all’eterno problema della Vita e della Morte reagiscono secondo la propria intima struttura psicologica e culturale, cedendo alla paura, trovando rifugio nella razionalità, alzando le spalle nel cachinno derisivo e strafottente, sortendo un dibattito che nello scontro e nel confronto...» ... eccetera eccetera…

Luigi Lunari

 

La commedia nei giudizi della critica

…È difficile prendere sul serio una commedia che pone il problema dell’incomprensibilità delle sue premesse, le quali dopo tutto sono state decise dal drammaturgo, soprattutto se, come è evidente in questo caso, egli non ci chiede di credere alla sua invenzione come fosse una metafora decisiva della condizione umana, non ci sorride sopra. E però, proprio per via di questo suo disimpegno e nella scanzonata superficialità con cui sono trattati i grandi nomi della filosofia dell’esistenza da Leibniz a Nietzsche, Tre sull’altalena diverte molto il pubblico e riesce a funzionare egregiamente nel gioco sofisticato dell’autoparodia… 

(Ugo Volli, «La Repubblica») 


…Una commedia così, fosse firmata da Neil Simon o Andrè Roussin, scatenerebbe una gara fra gli impresari nostrani per accaparrarsela… 

(Ugo Ronfani, «Il Giorno») 


…In Tre sull’altalena si parla dunque di morte con divertita intelligenza: un tema serio affrontato con il sorriso e l’ironia….il foltissimo pubblico della prima si è sciolto alla fine dello spettacolo in lunghi e trionfali applausi… 

(Magda Poli, «Corriere della Sera») 


…Con Tre sull’altalena Lunari ha dato il via libera alla propria spontaneità creativa senza equilibrismi intellettuali, solo usando il filtro di una naturale musicalità sintattica. Ne è sortita forse la sua più bella commedia… 

(Paolo Paganini, «La Notte») 


Mettiamoci Sartre e Beckett e Kafka, magari anche Feydeau, per via di quelle porte che si aprono e si chiudono… mettiamoci quel che volete, ma Lunari gioca tutte le carte sue, lasciando – sullo scivolo di una incalzante comicità – larghi spazi a un impegno carico di significati morali… 

(Carlo Maria Pensa, «Famiglia Cristiana») 


Dopo l’edizione del debutto (1990 – Teatro dei Filodrammatici di Milano – regia di Silvano Piccardi) Tre sull’altalena è stata portata in scena in Italia dalla Compagnia Pambieri-Tanzi-Beruschi (1996 – Teatro Carano – Milano), sempre per la regia di Silvano Piccardi. 

La fortuna straniera della commedia comincia nel 1994. Tradotta in francese con il titolo “Fausse adresse”, viene rappresentata al Festival di Avignone dalla Compagnia Pierre Santini, nel mese di luglio. In novembre viene portata a Parigi, al Théâtre La Bruyère, dove sta in scena per 159 sere, poi in tournèe in Francia Tre sull’altalena viene pubblicata in francese su “Avant- Scène” (febbraio 1995) e in Inglese su “Plays International” (settembre 1994). Da allora, viene tradotta in ventitre lingue, e pubblicata – oltre che in francese e inglese – anche in spagnolo (rivista “Ade”), in russo (rivista “Teatr”), in portoghese, in croato e in bulgaro, ed è pubblicata per il Nord America dalla Blizzard Co.. In Italiano esce nella BUR di Rizzoli, Milano 1994. Poi presso l’editore Book Time, Milano 2012 Rappresentata in Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio, Svizzera, Svezia, Finlandia, Estonia, Rep. Ceka, Slovacchia, Messico, Argentina, USA, Canada, Russia e CSL, Bulgaria, Cipro, Grecia, Turchia, Israele, Croazia. 

Piccola considerazione: rappresentata in otto capitali della CEE dal teatro professionista, ma a Roma solamente dall’Accademia Teatrale Campogalliani.

Riconoscimenti ottenuti dall’Accademia Campogalliani con “Tre sull’altalena”

1. GORIZIA TEATRO TENDA AL CASTELLO (luglio 1994)
FESTIVAL TEATRO AL CASTELLO TROFEO “CITTA’ DI GORIZIA”
1º premio alla Compagnia
1º premio alla regia ad Aldo Signoretti
1º premio per il miglior caratterista a Silvano Palmierini
1º premio per il miglior attor giovane a Diego Fusari
1º premio per la miglior caratterizzazione delle piccole parti femminili a Francesca Campogalliani
Segnalazione per i costumi (Mario Zolin)

2. PESARO TEATRO ROSSINI (settembre 1994)
FESTIVAL NAZIONALE D’ARTE DRAMMATICA
Premio della giuria giovani per il miglior testo di autore contemporaneo italiano e il miglior spettacolo del Festival

3. SCHIO TEATRO ASTRA (ottobre 1994)
RASSEGNA MASCHERA D’ARGENTO
1º premio della giuria per la miglior regia
Premio per il miglior caratterista della rassegna a Silvano Palmierini
Premio per il miglior attore giovane e il miglior attore generico assegnati dal pubblico a Diego Fusari e Adolfo Vaini

4. MACERATA TEATRO LAURO ROSSI (ottobre 1994)
RASSEGNA NAZIONALE “ANGELO PERUGINI”
Premio speciale della giuria per il miglior spettacolo

5. ROVERETO TEATRO ZANDONAI (marzo 1995)
RASSEGNA NAZIONALE SIPARIO D’ORO
Primo premio della giuria (presieduta da Ugo Ronfani) SIPARIO D’ORO alla compagnia
Premio per il miglior attore della rassegna a Silvano Palmierini

6. CASTELLANA GROTTE RASSEGNA NAZIONALE DEL TEATRO COMICO (luglio 1995)
Premio alla compagnia per il miglior spettacolo della rassegna
Premio per la migliore interpretazione a Silvano Palmierini

7. CALTABELLOTTA e SCIACCA PREMIO “SALVO RANDONE” (giugno 1997)
1º Premio al gruppo per il miglior spettacolo

8. VERONA (maggio 1998)
RASSEGNA TEATRALE DI AUTORE CONTEMPORANEO PREMIO “GIORGIO TOTOLA”
1º Premio al gruppo per il miglior spettacolo

9. IMPERIA FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO (maggio 2005)
1º Premio al gruppo per il miglior spettacolo

10. MILANO TEATRO NUOVO (luglio 2008)
FESTIVAL DEL TEATRO AMATORIALE
1º premio miglior attore a Diego Fusari
3º premio miglior attore a Adolfo Vaini
3º premio miglior regia a Aldo Signoretti


“TRE SULL’ALTALENA”, allestito dall’Accademia Teatrale Campogalliani dal 1993, e tuttora in repertorio, è stato rappresentato, oltre che a Mantova e nei luoghi sopra citati, anche in altre sedi, tra cui quelle prestigiose del Teatro Manzoni di Milano, Teatro della Cometa di Roma, Vicenza, Trento, Brescia, ecc.