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I’A’ PORTÀ AN NOSTR’AMICH A VILLA GOBIO
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I’A’ PORTÀ AN NOSTR’AMICH A VILLA GOBIO

di Vanni Mingardo Regia di Maria Grazia Bettini Rielaborazione storica di Daniele Pizzoli
Regia di: Maria Grazia Bettini
Durata: 1:30

Portare in scena Ia portà an nostr amich a Villa Gobio, dal testo teatrale di Vanni Mingardo, arricchito da Daniele Pizzoli, non significa soltanto raccontare una storia del passato, significa aprire una porta sulla memoria. Villa Gobio, con le sue stanze e i suoi silenzi, è stata testimone di momenti molto difficili e dolorosi. Qui, durante il periodo fascista, uomini considerati oppositori del regime furono interrogati e sottoposti alla pressione e alla paura di un potere che non ammetteva libertà di pensiero.

Abbiamo scelto di raccontare questa vicenda attraverso il dialetto mantovano, la lingua della nostra gente, delle nostre case e della nostra terra. Una scelta che vuole dare ai personaggi una voce vera, vicina, umana. Il dialetto, in questo caso, non è soltanto una lingua teatrale: è memoria. È il filo che unisce le generazioni e che ci permette di ascoltare, ancora oggi, le voci di chi ha vissuto quegli anni.

Questo spettacolo non vuole dare lezioni di storia e nemmeno cercare facili contrapposizioni. Vuole semplicemente ricordare. Ricordare che la libertà, la dignità e il rispetto per ogni persona non sono conquiste scontate. Portando questa storia sul palcoscenico, abbiamo sentito soprattutto una responsabilità: non lasciare che il silenzio cancelli la memoria. Se, al termine dello spettacolo, qualcuno uscirà dalla sala con il desiderio di conoscere meglio quella storia, di fare una domanda, di parlarne con i propri figli o con i propri nonni, allora il nostro lavoro avrà raggiunto il suo scopo.

Villa Gobio, a Pietole di Borgo Virgilio’, è uno dei simboli delle atrocità del nazifascismo in provincia di Mantova: dall’estate del ’44 all’aprile del ’45, divenne infatti la sede controspionaggio militare tedesco, il F.A.T. 374 (Front Aufklärung Truppe), dipendente dalle SS di Verona (gen. W. Harster). Qui vennero imprigionate, interrogate, torturate e in alcune casi uccise non solo persone fermate e sospettate di operare nella Resistenza mantovana, esponenti dei partiti antifascisti che operavano nella clandestinità, ma anche agenti italiani al servizio dell’Intelligence inglese di stanza a Bari e di aviatori anglo-americani paracadutati e atterrati in territorio mantovano.

“Nel giardino della villa c’è un cippo che presenta cinque scudi araldici con impressi nomi di alcuni di coloro che pagarono con la vita la lotta contro la dittatura fascista e l’occupazione militare tedesca dopo l’8 settembre 1943. I nomi di questi Martiri del Secondo Risorgimento italiano sono inseriti in forme araldiche a sfondo bianco, a significare un tributo civile dei più nobili alla rinascita democratica del nostro Paese”.

Prossime rappresentazioni

27 gen
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • mercoledì 27 gennaio 2027
  • 20:45
biglietti
29 gen
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • venerdì 29 gennaio 2027
  • 20:45
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30 gen
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • sabato 30 gennaio 2027
  • 20:45
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31 gen
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • domenica 31 gennaio 2027
  • 16:00
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5 feb
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • venerdì 5 febbraio 2027
  • 20:45
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6 feb
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • sabato 6 febbraio 2027
  • 20:45
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7 feb
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • domenica 7 febbraio 2027
  • 16:00
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12 feb
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • venerdì 12 febbraio 2027
  • 20:45
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13 feb
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • sabato 13 febbraio 2027
  • 20:45
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14 feb
  • Teatrino di Palazzo d’Arco
  • domenica 14 febbraio 2027
  • 16:00
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