LO SPETTACOLO IN SCENA DA SABATO CON L’ACCADEMIA TEATRALE CAMPOGALLIANI
“Il mio prezioso angelo” al Teatrino d’Arco

MANTOVA “Sweet Sweet Spirit” è il titolo dello spettacolo che sarà portato in scena dall’Accademia Teatrale Campogalliani al Teatrino d’Arco, a partire da sabato. Lo spettacolo è tratto dal testo di Carol Carpenter con traduzione di Enrico Luttmann e la regia di Mario Zolin. La pièce “Il mio prezioso angelo” racconta la crisi di una famiglia molto conservatrice, in una cittadina male del Texas, generata dalla complessità del rapporto con il figlio, Tyler. un ragazzo gay che ama vestirsi e comportarsi in modo eccentrico, manifestando così al mondo la sua diversità. Tyler è supportato dalla madre, Suzanne, un’alcolista col de-siderio di diventare un’imprenditrice: questo è il suo sogno, nel quale si rifugia per evitare di guardare in faccia la triste realtà in cui vive. dramma scaturisce nel momento in cui Jimmy, padre dell’adolescente Tyler, del quale lui da sempre mal sopporta il suo modo d’essere, tornando a casa trova il figlio a letto con un uomo della sua età e in un raptus di rabbia lo massacra di botte tanto da ridurlo in coma La seconda parte della pièce si svolge in ospedale, dove le diverse generazioni dei famigliari di Tyler sono spinte a guardarsi dentro e a cercare risposte nuove, inimmaginabili. L’ospedale dove Tyler lotta tra la vita e la morte, sarà luogo d’incontro e di scontro dei componenti della famiglia: lì si rinfacceranno le reciproche debolezze, contendendosi la custodia di Tyler. Nanna lo, la nonna, protagonista assoluta della pièce, molto religiosa e conservatrice, ma anche teneramente affezionata al nipote, sua figlia Jennifer, donna in carriera, troppo schietta e pragmatica. E infine Kenny, compagno di liceo di Jimmy, che subì da questi le stesse violenze subite da Tyler. “Ho scelto di portare in scena questo testo sconosciuto in Italia - racconta il regista Zolin - perché l’autrice ha scritto un dramma penetrante, devastante, una storia commovente e attuale, dove il protagonista Tyler, pur non comparendo mai durante l’intero arco della rappresentazione, è sempre presente come forza unificante. Carol Carpenter nella sua pièce ha saputo creare personaggi credibili, proponendoci un dramma di parola, dove ogni personaggio delinea sé stesso donandosi al pubblico, che potrà così, alla fine, giudicarlo. Ed è proprio nello studio dei vari personaggi, nello studio delle intenzioni nelle singole battute che ho lavorato con gli interpreti, cercando di creare quella tensione che l’autrice ha immesso nella sua scrittura, in un crescendo che si conclude con un finale emozionante. La scenografia è essenziale, richiama i luoghi degli avvenimenti senza sovrastare la potenza del dramma”. Carol Carpenter è nata nell’America del sud in una famiglia religiosa, ha dichiarato la propria omosessualità all’età di 18 anni, è cresciuta poi nel Nuovo Messico, dove la Bibbia, il confine messicano, le raffinerie di petrolio, i cowboy e i poveri si incontrano a formare un paesaggio fatto di conflitti. Nei suoi scritti afferma che il progresso e la tradizione hanno bisogno l’uno dell’altro, che senza l’armonizzante effetto degli opposti il nostro mondo è squilibrato. Vive tra New York e Madrid. Lo spettacolo resterà in scena fino al primo marzo. I biglietti si possono acquistrare diret-tamente sul sito teatro-campogalliani.it.
