Stagione teatrale in corso

Sere d’Estate a Palazzo D’Arco


PROSA – MUSICA – DANZA

CORTILE DI PALAZZO D’ARCO - MANTOVA


dettagli

Sabato 16 giugno 2018 - ore 21:30

Compagnia Giorgio Totola - Verona

I pettegolezzi delle donne

di Carlo Goldoni

Regia di Tommaso De Berti

“Anche in questa commedia dovrò ripetere quello che ho detto delle altre quattro. A chi intende la lingua nostra, farà un effetto, a chi non la capisce , ne farà un altro”.

Carlo Goldoni


Alcuni studi ipotizzano che il pettegolezzo , all’interno di una comunità ristretta, abbia la capacità di preservare e di stabilizzare l’equilibrio e le dinamiche della comunità stessa, che serva per mantenere pacifica la convivenza dei suoi membri; sapere chi sono gli altri, quali siano i loro vizi e le loro virtù , pare che aiuti a prevenire i conflitti.

Goldoni,nella prefazione del testo, scrive che la lingua è importante per entrare a pieno nella commedia ,per capirne a fondo la narrazione, l’intreccio che si sviluppa da una chiacchiera e le sue logiche conseguenze. Il pettegolezzo coinvolge tutte e tutti, dalla più umile sartina alla più nobile dama, passando attraverso la povera Checchina che si trova suo malgrado coinvolta in un turbinio di malintesi e maldicenze, ma anche e soprattutto grazie alla sua caparbietà ed alla sua sfrontatezza, riuscirà a riavvolgere il filo della chiacchiera fino ad arrivare alla sua radice, salvo poi cadere vittima di un’ulteriore maldicenza.

Il pettegolezzo trova spazio nella noia, nella quotidianità di una vita vuota, dove le ore trascorrono monotone e l’unica novità è il matrimonio di Checchina, occasione ghiotta per scatenare le invidie, le gelosie e la voglia di rivalsa delle altre femmine.

Spettacolo dinamico e divertente.


COMPAGNIA TEATRALE GIORGIO TOTOLA

La compagnia teatrale Giorgio Totola celebra quest’anno il 30º anniversario della sua attività nel nome di Giorgio Totola che per oltre vent’anni: dal 1969-1979 in qualità di autore e regista nella compagnia La Barcaccia e 1979-1987 nel Gruppo Teatro Perché ha rappresentato un’interessante realtà nel panorama teatrale italiano portando i suoi spettacoli in Rassegne e Festival nazionali conseguendo importanti riconoscimenti.
La compagnia dunque ha come riferimento ideale ed artistico l’opera e la figura dello scomparso regista Giorgio Totola, compianto ed insostituibile Maestro con l’intento di proseguirne l’insegnamento.
Fino ad oggi sono stati allestiti 40 spettacoli e ha organizzato 30 laboratori per la formazione dell’attore. Ha collaborato con insegnanti di musica,danza e canto. I suoi spettacoli hanno partecipato a Festival ( Festival nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro, Festival nazionale A.Perugini di Macerata, Castello di Gorizia, Salvo Randone di Agrigento, Sipario d’oro di Rovereto, Maschera d’oro di Vicenza,) e Rassegne in Veneto, Lombardia,Trentino, Toscana, Campania, conseguendo numerosi riconoscimenti.
Anche quest’anno è stata ammessa al Festival nazionale “Maschera d’oro” , Festiva Nazionale Annibal Caro e nel circuito del festival “Sipario d’oro”.
Ogni anno fin dal 1974, partecipa alla Rassegna dei Cortili promossa dal Comune di Verona, richiamando numerosi spettatori.
Oltre all’attività in campo nazionale, numerose sono anche le partecipazioni a festival internazionali:Festival Internazionale a Montreal in Canada, Mondial du Theatre di Montecarlo, Estivades in Belgio, ha rappresentato l’Italia in Austria, in Francia e in Svizzera.
E’ stata nel cartellone del 50º Festival shakespeariano al Teatro Romano di Verona.

In collaborazione con il Comune di Verona: Premio Giorgio Totola- Rassegna biennale di Autore Italiano Contemporaneo dal 1988.

Martedì 19 giugno 2018 - ore 21:30

Compagnia DANZAREA - Mantova
diretta da Chiara Olivieri

W.A.M. – omaggio a Mozart


L’ immagine che l’arte di Mozart comunemente evoca è un impasto di delicatezza femminea, di adolescente languore, di candore angelico e celestiale, permeato da un’oscura fatalità di dolore. È la ricerca e il bisogno della felicità, la nostalgia del paradiso perduto, la valorizzazione dei diritti dell’uomo. La qualità della musica mozartiana nasce dalla sua stessa naturalezza del canto. Mozart cantava come l’uomo respira, come l’uccello geme, come il vento sospira e come mormora l’acqua.
In questo spettacolo, creato per la scuola DANZAREA, si mescolano e si alternano coreograficamente allievi, insegnanti e professionisti in alcune delle arie più belle, cantate e suonate dal vivo dal quartetto Alberti. Prendendo proprio spunto da una citazione di Mozart … “inutile darsi delle arie, quando si ha già il privilegio della natura umana” … lo spettacolo vuole essere un passaggio di segni tra diverse generazioni, dove la maturità tecnica degli adulti guiderà la l’istinto dei più piccoli e la freschezza dei più giovani alleggerirà l’esperienza dei più grandi.


DANZAREA

DANZAREA è una scuola mantovana di indirizzo contemporaneo, diretta da Chiara Olivieri, che cura oltre alla formazione didattica la parte coreografica e studio sul movimento. Con tradizione decennale è una scuola di firma chiara, alla ricerca dell’individualità artistica aperta ai linguaggi contemporanei.

Sabato 23 giugno 2018 - ore 21:30

Compagnia “Mo’ si recita” - Modena

Carosello Napoletano

di De Filippo, Di Giacomo, De Curtis

Regia di Carlo Cammuso

Il programma della serata prevede un alternarsi di brani musicali, canzoni, poesie e prosa di autori napoletani.


ASSOCIAZIONE MO ... SI RECITA

Sono trascorsi 14 anni da quando un gruppo di napoletani residenti a Modena e provincia, diedero vita ad una compagnia teatrale parrocchiale. Ma l’entusiasmo iniziale che li ha portati a svolgere questo hobby così particolare è diventato passione sempre più forte e viva.
La Compagnia Anna Di Stasio, che fa parte dell’Associazione Mo …. Si Recita , sin dagli esordi, ha avuto un obiettivo primario, quello di fare beneficenza, oltre a trasmettere l’amore per il teatro, contribuendo a divulgare una piccola parte della cultura teatrale napoletana.
A tal proposito la compagnia Anna Di Stasio ha stretto una collaborazione, ormai decennale, con l’Ensemble Mandolinistico Estense, “E.M.E.”.


E.M.E.

L’E.M.E. è un’Orchestra nata a Modena fondata nel 1997 dal Mº Roberto Palumbo, nell’intento di riproporre l’importante tradizione della musica degli strumenti “a plettro” ed “a pizzico”, viva anche a Modena durante tutto il Novecento grazie soprattutto al contributo di musicisti quali Romolo Ferrari e Primo Silvestri.
I suoi componenti appartengono a quel vasto gruppo di mandolinisti e chitarristi provenienti da molteplici esperienze che, da diversi decenni, con varie denominazioni e attraverso alterne vicende organizzative, hanno sempre svolto un’intensa attività. L’aspirazione a diventare una vera e propria orchestra impegna l’E.M.E. nell’organizzare corsi per tutti gli strumenti dell’organico, cosicché alcuni allievi già partecipano a pieno titolo all’attività concertistica. In questi anni l’E.M.E. ha svolto numerosi concerti basati su vari programmi, spaziando dalla musica classica scritta specificatamente per questo tipo di organico, ambito privilegiato dell’attività del gruppo, alle trascrizioni di musica classica scritte per altri strumenti, dedicando un particolare riguardo al repertorio della canzone napoletana classica, passaggio obbligato per l’arte del plettro.
Dal 2010 l’E.M.E. organizza l’importante rassegna internazionale “PROTAGONISTA IL MANDOLINO” giunta alla IX edizione, che ha registrato la partecipazione dei mandolinisti più famosi di tutto il mondo.

Venerdì 29 giugno 2018 - ore 21:30

Scuola di Ballo Teatro Sociale di Mantova
diretta da Marina Genovesi

Ballet blanc


Il programma che ho pensato di portare la sera del 29 giugno nel Cortile d’Onore di Palazzo D ‘Arco verte su estratti di famosi balletti del repertorio classico, e precisamente da:

  • IL LAGO DEI CIGNI
    musica di Tchaikovski
    • passo a tre
    • passo a quattro
    • Valse bluette
    • Danza delle spose
  • GISELLE
    musica di Adam
    • danza delle Villi
    • passo a due

Gli interpreti sono alcuni dei miei allievi tra cui è giusto nominare i solisti

  • SILVIA SALA
  • TATIANA KUZNETSOVA
  • FEDERICA MARANI
  • JARNO MARASSI
  • ANNA BIKOVA

Sabato 30 giugno 2018 - ore 21:30

Gruppo Teatrale IL PALCACCIO - San Giorgio di Mantova

... ma è davvero un libertino?

di Alfredo Balducci

Regia di Gabriele Bussolotti

È la vita di uno scapolo diviso tra il puro amore per l’innocente fidanzata, e la travolgente passione per la sensuale amante. A quale delle due donne rinunciare? E come effettuare la scelta, se si tratta di sentimenti così diversi? Il nostro Ugo compie sinceri sforzi per uscire dal pasticcio, ma le difficoltà sono tante: è inutile nasconderlo; specialmente quando la fidanzata e l’amante si scambiano le parti, o quando i due ruoli rischiano addirittura di riunirsi in una nuova arrivata.


GRUPPO TEATRALE IL PALCACCIO

Fondato nel 1969, il Palcaccio di Mantova è costantemente impegnato nell’approfondimento e nella sperimentazione di vari generi teatrali, alternando spettacoli brillanti e comici ad altri prettamente drammatici. La sensibilità, la poliedricità, l’eleganza e la sicurezza scenica hanno trovato nutrimento nell’esperienza di questi anni, di cui si è fatto tesoro, osando misurarsi e mettersi in gioco su testi tanto diversi e a volte sacri, sempre uscendone con successo. È quindi forse la varietà il cavallo di battaglia del Palcaccio. La continua metamorfosi di toni, codici e strumenti comunicativi attira un pubblico altrettanto vario e curioso.
Il gruppo, oltre a corsi e seminari di perfezionamento con docenti ed attori professionisti, organizza laboratori per scuole, giovani ed anziani e concorsi teatrali: da ricordare “Teatrodonna” una rassegna nazionale pensata e progettata per valorizzare la scrittura femminile nella produzione teatrale e per promuoverne la rappresentazione e il concorso teatrale “San Giorgio in scena”
Il Palcaccio partecipa ad importanti rassegne e festival nazionali, ottenendo ovunque lusinghieri consensi di pubblico e di critica.
Palcaccio è un termine mutuato dalla parlata toscana in cui l’uso dell’alterato spregiativo sottintende un contrario buttato con affettuosità scanzonata.

Mercoledì 4 luglio 2018 - ore 21:30

Teatro Minimo - Mantova

La guerra spiegata ai poveri

di Ennio Flaiano 

Regia di Sergio De Marchi

Ennio Flaiano (Pescara 1910-Roma 1972) – Autore molto eclettico, Flaiano spaziò in una grande varietà di campi, passando con facilità dal giornalismo alla prosa e alla scrittura umoristica, dalla critica teatrale e cinematografica al teatro e al cinema vero e proprio, come sceneggiatore a fianco di registi di chiara fama. Tutta la sua produzione, indipendentemente dal genere, si caratterizza per lo stile chiaro, colorito e forbito. Il suo genio multiforme sapeva cogliere gli aspetti più paradossali della vita e della realtà del tempo, che egli interpretò e descrisse con una vena ironica e satirica e un grande senso del grottesco. Dietro il riso, a volte amaro, che le sue farse, le sue affermazioni e i suoi aforismi suscitano vi è tuttavia, sempre, la profondità di un pensiero realistico, privo di illusioni e improntato ad un forte senso morale.

Flaiano drammaturgo – Esordì come autore drammatico nel 1946, con l’atto unico “La guerra spiegata ai poveri”. Altri atti unici vennero rappresentati nel 1960: “La donna nell’armadio” e “Il caso Papaleo”. Del 1960 è pure la versione teatrale di “Un marziano a Roma”, racconto omonimo del 1954. L’ultima opera teatrale “Conversazione continuamente interrotta” fu messa in scena a Roma, nel 1972, poco prima della morte dell’autore.

La guerra spiegata ai poveri – Flaiano compose “La guerra spiegata ai poveri” in pochissimo tempo e la fece rappresentare nel maggio dello stesso anno all’Arlecchino di Roma, un teatrino d’avanguardia. Definita da un critico “brillante saggio di umorismo caustico e irriverente nei confronti dei miti della società borghese”, l’opera è una presa di posizione in chiave ironica, e più spesso farsesca e grottesca, contro la guerra e i suoi fautori ad ogni costo. La trama è molto semplice. Un gruppo di alti “papaveri” capeggiati da un Presidente e da un Generale sono riuniti per pianificare le strategie per una guerra appena iniziata. Nel corso dell’incontro essi esprimono la loro visione della guerra, che concepiscono come evento rassicurante e vantaggioso. Giunge ad un certo momento un giovane, che si rifiuta di andare alla guerra perché non sa che cosa sia. Tutti si danno da fare per spiegargliela e per esaltarne la bellezza e la poesia. Passa il tempo. La guerra sta finendo, ma il gruppo è ancora lì. Questa volta in attesa di progettare il prossimo conflitto.

I personaggi - La maggior parte dei personaggi è “sopra le righe”. I loro discorsi, infarciti di assurdità incredibili, dimostrano fino a che punto possono arrivare la cecità e la stupidità umana. Progettare la guerra e giocare con la vita degli altri sono per loro una specie di passatempo da perpetuare e nel quale indulgere.

L’allestimento – La regia ha volutamente accentuato gli elementi satirici e grotteschi del testo, puntando sul contrasto tra la serietà con cui i personaggi discutono e la vacuità delle loro considerazioni. L’azione si svolge in un ambiente pieno di giocattoli, una specie di sala giochi e, per evidenziare gli aspetti ludici della situazione, i personaggi si trastullano con i vari oggetti, mentre discutono di piani, di armamenti e di vite umane da sacrificare.



TEATRO MINIMO

La storia - Nato nel 1966 su iniziativa di Bruno Garilli , il Teatro Minimo deve il suo nome al numero limitato dei suoi componenti nonché alla minuscola sede di Via Isabella d’Este, allestita a proprie spese, con il contributo di pittori, scultori e privati cittadini, ove il gruppo ha operato sino al 1994 (50 posti a sedere ed un palcoscenico di m. 5x5). Nel 1994 il gruppo si è trasferito in via Gradaro, 7/A, ove ha ristrutturato un locale fatiscente, trasformandolo in teatro.
Nel corso della sua più che quarantennale attività il “Minimo” ha privilegiato una scelta di testi drammatici, o comunque impegnati, proponendo nuove tendenze teatrali, quali il teatro dell’Assurdo (Albee, Arrabal, Tardieu, Ionesco, Beckett, Pinter, Richardson, ecc.), il teatro documento di Peter Weiss e Dacia Maraini, o autori emergenti, tra cui il mantovano Angelo Lamberti. Tra i suoi numerosi allestimenti figurano testi di Brecht, De Ghelderode, Cocteau, Flaiano, parecchie edizioni delle opere di Karl Valentin, il Miles Gloriosus di Plauto, un adattamento de Il piccolo principe di A. de Saint-Exupéry e una riuscita edizione de Il sonno dei carnefici di Giorgio Celli. Con Fedra di Seneca (1993), Prometeo incatenato di Eschilo ed Ecuba di Euripide, il gruppo è anche approdato ai classici, portando in scena anche I Persiani di Eschilo, e, dopo la scomparsa di Bruno Garilli, Medea di Seneca e Antigone di Sofocle.
Più recentemente, il gruppo si è orientato verso il teatro classico-moderno, presentando diverse opere di Luigi Pirandello, tra cui, ultima fatica, “La ragione degli altri”, nonché testi di Ugo Betti Harold Pinter e Diego Fabbri.

Sabato 7 luglio 2018 - ore 21:30

Accademia Teatrale Campogalliani e Senzatrucco Ensemble

Contro chi alza le mani noi alziamo la voce

di AA.VV.

Uno spettacolo che vede impegnate due attrici dell’Accademia Teatrale Campogalliani (Anna Bianchi e Roberta Vesentini) e due famosi musicisti mantovani (Stefano Boccafoglia e Marco Remondini): una serata per non dimenticare, per onorare le troppe donne umiliate, ferite, assassinate, perché “il silenzio fa più male delle botte”.
La serata prevede brani e monologhi tratti da testi di autrici famose (Lella Costa, Luciana Littizzetto, Serena Dandini, Franca Rame) e vivaci interventi musicali, un mix che fa riflettere, indignare e, perché no, anche sorridere, seppur amaramente.
Sensibilizzare i cittadini a tenere alta la guardia su questo “male sociale” è più che mai importante.
La rappresentazione teatrale e la musica possono veicolare con “leggerezza” questo messaggio di consapevolezza nella comunità: preoccuparsi di diseguaglianza di genere e di femminicidio, significa comprendere che tutti siamo coinvolti e che tutti possiamo fare qualcosa.
“La violenza sulle donne è antica come il mondo, ma oggi avremmo voluto sperare che una società avanzata, civile e democratica non nutrisse la cronaca di abusi, stupri e omicidi.”
Una serata, dunque, perché “Contro chi alza le mani, vogliamo alzare la voce”. Tutti insieme.

Mercoledì 11 luglio 2018 - ore 21:30

In caso di maltempo lo spettacolo verrà rinviato al 12 luglio, stessa ora.
 

Accademia Teatrale Campogalliani - Mantova

Tre sull’altalena

di Luigi Lunari


Regia di Maria Grazia Bettini

Lo spettacolo è diviso in due tempi con un solo intervallo


 
 
La ripresa dello spettacolo nel Settantennale dell’Accademia Teatrale Campogalliani è dedicata alla memoria di Aldo Signoretti e di Silvano Palmierini, rispettivamente magistrale regista e straordinario interprete della primitiva storica realizzazione di TRE SULL’ALTALENA

Il Presidente - Francesca Campogalliani


Ho scelto di riproporre questo spettacolo, senza cambiare nulla dell’originario allestimento e disegno registico, perché non mi sembrava possibile migliorare alcun elemento, tranne la sostituzione di un attore per “forza maggiore”.

Il regista e Direttore Artistico - Maria Grazia Bettini



Nota d’autore

Ci sono varie cose divertenti che potrebbero essere dette sulla genesi e sulla “fortuna” di questa commedia, ma il dirle non è opportuno: qualcuno potrebbe adontarsene, e, a me non sembra il caso di farmi dei nemici. Le racconterò a suo tempo – magari in una nuova commedia – lasciando per ora il curioso alla sua curiosità. «Tre sull’altalena nasce un po’ per caso: il titolo aggancia e riecheggia – come è mio costume – un titolo noto, tentando di scavalcare a livello subliminare la diffidenza del pubblico italiano per le cose nuove e mai sentite. Come commedia – a parte l’abilità tecnica che sempre e generosamente mi riconosco – non mi sembrava gran cosa: e devo un cero e un inno a Franco Graziosi, che per primo si è calorosamente divertito leggendola e che mi ha aperto gli occhi, diciamo, sulle sue possibilità. Ho constatato poi che la commedia piace molto agli attori, e mi sono ricordato del Goldoni, che nel suo Teatro comico fa dire a un attore: «Perché una commedia diverta il pubblico bisogna che prima diverta me». Che diverta e piaccia agli attori è dunque un buon auspicio. Poi, rileggendola, mi sono divertito anch’io: e autoanalizzandomi un poco, ho scoperto quanto segue: la commedia – al di là del piccolo mistero di cui ne circonfondo la nascita – è nata comunque senza alcuno scopo preciso, come è per chi dia inizio a un discorso improvvisato, senza una traccia e senza una scaletta, è stata condotta con totale libertà, come è per chi passeggia senza meta e senza scopo, per il puro gusto di passeggiare: il risultato è che nel totale disimpegno, nella mancanza di ogni progetto particolare, sono liberamente confluiti in queste pagine temi, episodi, convinzioni, speranze, paure, manie che appartengono più che a me uomo di teatro o intellettuale o scrittore, a me uomo in quanto tale, Luigi Lunari e basta. E – sempre in questa disimpegnata libertà, non dissimile da quella sciolta tranquillità che a volte negli sport procura il record – la commedia si è disposta «naturalmente» secondo un ordine e un significato, che diventano addirittura esistenzial-filosofici. Al punto che avrei potuto scrivere – del tutto diversamente da quanto ho scritto – «…Questa commedia tratta dai vari atteggiamenti che l’Uomo assume di fronte al grande Problema della Morte. I tre protagonisti, e la quarta persona che sopraggiunge alla fine, rappresentano – secondo una tipologia che attraverso le quattro maschere della commedia dell’arte e le carte dei tarocchi risale addirittura all’antico Egitto – il Potere Economico, la Sapienza Filosofica e Razionale, la Forza delle Armi e da ultimo il Popolo Lavoratore (Pantalone, il Dottore, il Capitano, lo Zanni, ovvero i segni di danari, di coppe, di spade e di bastoni). Di fronte all’eterno problema della Vita e della Morte reagiscono secondo la propria intima struttura psicologica e culturale, cedendo alla paura, trovando rifugio nella razionalità, alzando le spalle nel cachinno derisivo e strafottente, sortendo un dibattito che nello scontro e nel confronto...» ... eccetera eccetera…

Luigi Lunari


La commedia nei giudizi della critica

…È difficile prendere sul serio una commedia che pone il problema dell’incomprensibilità delle sue premesse, le quali dopo tutto sono state decise dal drammaturgo, soprattutto se, come è evidente in questo caso, egli non ci chiede di credere alla sua invenzione come fosse una metafora decisiva della condizione umana, non ci sorride sopra. E però, proprio per via di questo suo disimpegno e nella scanzonata superficialità con cui sono trattati i grandi nomi della filosofia dell’esistenza da Leibniz a Nietzsche, Tre sull’altalena diverte molto il pubblico e riesce a funzionare egregiamente nel gioco sofisticato dell’autoparodia… 

(Ugo Volli, «La Repubblica») 


…Una commedia così, fosse firmata da Neil Simon o Andrè Roussin, scatenerebbe una gara fra gli impresari nostrani per accaparrarsela… 

(Ugo Ronfani, «Il Giorno») 


…In Tre sull’altalena si parla dunque di morte con divertita intelligenza: un tema serio affrontato con il sorriso e l’ironia….il foltissimo pubblico della prima si è sciolto alla fine dello spettacolo in lunghi e trionfali applausi… 

(Magda Poli, «Corriere della Sera») 


…Con Tre sull’altalena Lunari ha dato il via libera alla propria spontaneità creativa senza equilibrismi intellettuali, solo usando il filtro di una naturale musicalità sintattica. Ne è sortita forse la sua più bella commedia… 

(Paolo Paganini, «La Notte») 


Mettiamoci Sartre e Beckett e Kafka, magari anche Feydeau, per via di quelle porte che si aprono e si chiudono… mettiamoci quel che volete, ma Lunari gioca tutte le carte sue, lasciando – sullo scivolo di una incalzante comicità – larghi spazi a un impegno carico di significati morali… 

(Carlo Maria Pensa, «Famiglia Cristiana») 


Dopo l’edizione del debutto (1990 – Teatro dei Filodrammatici di Milano – regia di Silvano Piccardi) Tre sull’altalena è stata portata in scena in Italia dalla Compagnia Pambieri-Tanzi-Beruschi (1996 – Teatro Carano – Milano), sempre per la regia di Silvano Piccardi. 

La fortuna straniera della commedia comincia nel 1994. Tradotta in francese con il titolo “Fausse adresse”, viene rappresentata al Festival di Avignone dalla Compagnia Pierre Santini, nel mese di luglio. In novembre viene portata a Parigi, al Théâtre La Bruyère, dove sta in scena per 159 sere, poi in tournèe in Francia Tre sull’altalena viene pubblicata in francese su “Avant- Scène” (febbraio 1995) e in Inglese su “Plays International” (settembre 1994). Da allora, viene tradotta in ventitre lingue, e pubblicata – oltre che in francese e inglese – anche in spagnolo (rivista “Ade”), in russo (rivista “Teatr”), in portoghese, in croato e in bulgaro, ed è pubblicata per il Nord America dalla Blizzard Co.. In Italiano esce nella BUR di Rizzoli, Milano 1994. Poi presso l’editore Book Time, Milano 2012 Rappresentata in Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio, Svizzera, Svezia, Finlandia, Estonia, Rep. Ceka, Slovacchia, Messico, Argentina, USA, Canada, Russia e CSL, Bulgaria, Cipro, Grecia, Turchia, Israele, Croazia. 

Piccola considerazione: rappresentata in otto capitali della CEE dal teatro professionista, ma a Roma solamente dall’Accademia Teatrale Campogalliani.

Riconoscimenti ottenuti dall’Accademia Campogalliani con “Tre sull’altalena”

1. GORIZIA TEATRO TENDA AL CASTELLO (luglio 1994)
FESTIVAL TEATRO AL CASTELLO TROFEO “CITTA’ DI GORIZIA”
1º premio alla Compagnia
1º premio alla regia ad Aldo Signoretti
1º premio per il miglior caratterista a Silvano Palmierini
1º premio per il miglior attor giovane a Diego Fusari
1º premio per la miglior caratterizzazione delle piccole parti femminili a Francesca Campogalliani
Segnalazione per i costumi (Mario Zolin)

2. PESARO TEATRO ROSSINI (settembre 1994)
FESTIVAL NAZIONALE D’ARTE DRAMMATICA
Premio della giuria giovani per il miglior testo di autore contemporaneo italiano e il miglior spettacolo del Festival

3. SCHIO TEATRO ASTRA (ottobre 1994)
RASSEGNA MASCHERA D’ARGENTO
1º premio della giuria per la miglior regia
Premio per il miglior caratterista della rassegna a Silvano Palmierini
Premio per il miglior attore giovane e il miglior attore generico assegnati dal pubblico a Diego Fusari e Adolfo Vaini

4. MACERATA TEATRO LAURO ROSSI (ottobre 1994)
RASSEGNA NAZIONALE “ANGELO PERUGINI”
Premio speciale della giuria per il miglior spettacolo

5. ROVERETO TEATRO ZANDONAI (marzo 1995)
RASSEGNA NAZIONALE SIPARIO D’ORO
Primo premio della giuria (presieduta da Ugo Ronfani) SIPARIO D’ORO alla compagnia
Premio per il miglior attore della rassegna a Silvano Palmierini

6. CASTELLANA GROTTE RASSEGNA NAZIONALE DEL TEATRO COMICO (luglio 1995)
Premio alla compagnia per il miglior spettacolo della rassegna
Premio per la migliore interpretazione a Silvano Palmierini

7. CALTABELLOTTA e SCIACCA PREMIO “SALVO RANDONE” (giugno 1997)
1º Premio al gruppo per il miglior spettacolo

8. VERONA (maggio 1998)
RASSEGNA TEATRALE DI AUTORE CONTEMPORANEO PREMIO “GIORGIO TOTOLA”
1º Premio al gruppo per il miglior spettacolo

9. IMPERIA FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO (maggio 2005)
1º Premio al gruppo per il miglior spettacolo

10. MILANO TEATRO NUOVO (luglio 2008)
FESTIVAL DEL TEATRO AMATORIALE
1º premio miglior attore a Diego Fusari
3º premio miglior attore a Adolfo Vaini
3º premio miglior regia a Aldo Signoretti


“TRE SULL’ALTALENA”, allestito dall’Accademia Teatrale Campogalliani dal 1993, e tuttora in repertorio, è stato rappresentato, oltre che a Mantova e nei luoghi sopra citati, anche in altre sedi, tra cui quelle prestigiose del Teatro Manzoni di Milano, Teatro della Cometa di Roma, Vicenza, Trento, Brescia, ecc.

Sabato 14 luglio 2018 - ore 21:30

COD Dance Company – Mantova
Diretta da Chiara Olivieri

Elogio alla bellezza


La danza veicola la propria bellezza per raccontarsi in relazione alla musica e all’arte. Le differenti coreografie affronteranno la simbologia, la carnalità, l’appartenenza della bellezza in uno spettacolo poetico e raccolto con protagonisti i quattro danzatori della compagnia COD, su musiche da vivo di Mendelssohn, Bach, Lerich, Schumann suonate dal quartetto ALBERTI


COD DANCE COMPANY

COD danza è una compagnia di danza professionista diretta da Chiara Olivieri, che opera da anni sul territorio mantovano. Vanta la collaborazione con istituzioni pubbliche ed enti culturali mantovani, spesso invitata in diverse rassegne nazionali. La scelta coreografica della Olivieri è da sempre legata all’osservazione, all’ascolto e alla ricerca dell’integrazione corpo ed esperienza. Un lavoro che ha raccolto stimoli da varie forme di contaminazione artistica con la finalità di un linguaggio adeguato, coerente, comunicativo e personale.

Lunedì 16 luglio 2018 - ore 21:30

Scuola di Danza Karisma – Mantova
diretta da Monica Nuvolari

Da Coppelia ai Carmina Burana


Lo spettacolo del 16 luglio vedrà esibirsi i corsi delle allieve fra i 7 e 11 anni in un piccolo "assaggio" dal balletto "Coppelia" con la presenza di un ’allieva del corso avanzato che interpreterà SwanIlda (la protagonista) nella variazione del 3º atto.
Saranno ospiti della serata allievi provenienti da Verona, allievi di Stefania Cantarelli e Giovanni Patti colleghi di Monica Nuvolari per molti anni all’Arena di Verona. Seguiranno poi alcuni pezzi neoclassici come "il cigno" con musica di A. Dvorak e "Carmina Burana" con musica di C. Orff, entrambi coreografati dal maestro G. Carbone (già direttore del corpo di ballo della Scala di Milano, dell’opera di Roma, dell’Arena di Verona, dell’Opera di Monaco di Baviera, del cullgerg ballett di Stoccolma e molti altri) che dopo aver visionato le allieve e lavorato con loro ha gentilmente concesso di esibirsi nei due balletti sopra indicati.


SCUOLA DI DANZA KARISMA

La scuola di danza Karisma è diretta da Monica Nuvolari, già solista del corpo di ballo dell’Arena di Verona e del Royal swedish ballet di Stoccolma.

Mercoledì 18 luglio 2018 - ore 21:30

ARS Creazione e Spettacolo – Mantova

L’amore ai tempi dell’Ikea

Regia di Raffaele Latagliata

Una storia d’amore contemporanea che al "c’era una volta un principe e una principessa in un castello" lascia il posto al “c’era una volta un precario e una studentessa universitaria in fila per una lampada low cost all’Ikea”. Due innamorati come tanti, con le paure e le aspettative di molti giovani di oggi. Lui che inaspettatamente le chiede, in fila alla cassa, di fare un figlio; lei che reagisce disorientata.

LEI Un figlio???!
LUI Respira.
LEI Un figlio?!!!
LUI Stiamo solo facendo un discorso.
LEI Un discorso che stai iniziando tu.
LUI Un discorso che io, sì, sto cercando di iniziare.
LEI Cercando?
LUI Tutto qui. Questo è quanto.
LEI Un discorso che hai deciso di cominciare adesso?!
LUI Sì.
LEI All’ Ikea???!!!

[...]

Una coppia, un amore e un muro di incomunicabilità. L’eterno conflitto tra l’universo maschile e femminile, complementari eppure così diversi e talvolta irrimediabilmente lontani. Condividono la stessa vita, parlano la stessa lingua eppure sembra non si capiscano. Che cosa vede l’uno che l’altro non vede? Che cos’è che non riescono a capire l’uno dell’altro? Due diversità che si fanno incolmabile distanza. Incomprensioni, litigi e riappaci ficazioni, in un susseguirsi di situazioni ed emozioni che raccontano uno spaccato di vita comune a molti di noi.
Dialoghi brillanti e dal ritmo incalzante scandiscono la vita di questa giovane coppia, uno spaccato di presente fatto di aspettative, isterismi, facili entusiasmi e delusioni in cui è impossibile non ritrovarsi. Con nomi facce e combinazioni diverse, riproduciamo e inneschiamo tutti le stesse dinamiche, a comprova che siamo tutti molto più simili e molto più vicini di quanto non si pensi.
Il palcoscenico spoglio permette alla macchina scenica continui salti nello spazio e nel tempo e consegna al pubblico la nuda dinamica del discorso amoroso fra delusioni, rotture, riconciliazioni e un inaspettato finale, in cui il tempo subisce un’accelerazione spiazzante e commovente.
Una storia fatta d’amore e precarietà. Una storia d’amore moderna. Una storia d’amore ai tempi dell’Ikea.


ARS. CREAZIONE E SPETTACOLO

Ars. Creazione e Spettacolo è un’associazione culturale senza scopo di lucro che opera con l’intento di promuove l’espressione teatrale e ogni forma d’arte ad essa connessa al fine di contribuire ad incentivare la ricerca e la pratica teatrale. Nata nel 2003 con lo scopo di istituzionalizzare l’attività svolta da un gruppo di artisti di origine mantovana attivi come professionisti nel settore teatrale in ambito nazionale, Ars svolge un’ importante opera di promozione e creazione culturale legata al teatro e al mondo dello spettacolo in ambito mantovano e nazionale.
Nel tempo si è relazionata ed ha stabilito stretti legami di collaborazione oltre che con le istituzioni pubbliche locali come Comune e Provincia di Mantova, anche con numerose altre realtà culturali del territorio mantovano come Accademia Virgiliana, Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, Centro Internazionale d’Arte di Palazzo, Accademia Teatrale Francesco Campogalliani, e con i Festival e le manifestazioni culturali più rilevanti del territorio come Festivaletteratura, Festival Segni d’Infanzia, Festival di Teatro Arlecchino d’oro, Festival Eterotopie, Mantova Creativa.
Attiva nello Spazio Studio Sant’Orsola, teatro e sala polivalente, oltre alla creazione di performance, alla produzione di spettacoli teatrali e alla realizzazione di grandi eventi in occasioni di particolari manifestazioni del territorio, Ars Creazione e Spettacolo dirige dal 2005 la Scuola di Teatro di Mantova, importante realtà di formazione e didattica teatrale che conta oltre 200 allievi di tutte le età e rappresenta un significativo polo di aggregazione e scambio culturale per la città. La Scuola si struttura sulla base del modello anglosassone delle Arti Performative, modello largamente diffuso in ambito internazionale che ha, nell’ultimo ventennio, influenzato fortemente i piani didattici delle maggiori scuole di recitazione e accademie teatrali italiane riconosciute, favorendo l’infiltrazione e il potenziamento di discipline prima considerate collaterali, come l’espressività corporea e il canto.
Sempre all ’interno dello Spazio Studio Sant’ Orsola Ars propone dal 2011 la rassegna di teatro contemporaneo “Altroteatro”, giunta oggi a alla sua ottava edizione. Un modo diveso di fruire il teatro all’interno di un luogo off rispetto a quelli classici della città che si integra e dialoga con essi. L’aspetto privilegiato che garantisce lo spazio è quello del teatro vissuto da vicino, attraverso il contatto con i performer e i contenuti di una rassegna che trae spunto dalla drammaturgia contemporanea. Altro è l’asse portante di ognuna delle edizioni presentate. Altro dal tradizionale, altro dal passato, altro luogo di rappresentazione, altra forma di stare insieme e guardare quello che siamo. Un luogo e un modo dove si fa cultura insieme, dove le forze artistiche del territorio e non solo si riuniscono e condividono esperienze.

Giovedì 26 luglio 2018 - ore 21:30

Accademia Teatrale Campogalliani - Mantova

Il trigamo

di Piero Chiara

Regia di Maria Grazia Bettini

Lo spettacolo è diviso in tre tempi con due intervalli

LA VICENDA

Emerenziano Paronzini, invalido della prima guerra mondiale, è impiegato presso il Ministero delle Finanze, trasferito in qualità di vice-capufficio, a Luino, sul Lago Maggiore. Preciso e metodico, sia nella vita privata che sul lavoro, Paronzini adocchia le sorelle Tettamanzi, tre “mature ragazze”, che hanno una bella casa sul lago e una considerevole fortuna, ereditata dal padre, “patrocinatore legale” con la passione per la scienza e la biologia, morto da poco: “Brutte ciascuna a suo modo di una bruttezza singolare, e consapevoli della ripugnanza che ispiravano agli uomini, avevano tacitamente soppresso l’amore, come se l’avessero seppellito in giardino per nascondere una vergogna. In verità, neppure quando andavano a scuola, nessun uomo aveva pensato di farle accorte del loro sesso”.
Il Paronzini decide di sposare Fortunata, la più anziana, ma, tornato dal viaggio di nozze, visto che la moglie risulterà, a un controllo medico, “vaginalmente infiammata”, inizia a sollazzarsi anche con le altre due sorelle (Tarsilla e Camilla), intensificando i rapporti, dedicandosi ogni notte a una sorella diversa, sotto gli occhi orripilati della vecchia serva Teresa che non dorme più e si spella le mani a furia di rosari. Il paese naturalmente intuisce, ma non riesce a sapere con certezza. Paronzini diventa così l’amante di tutte e tre le sorelle, che si dividono le sue attenzioni senza gelosie, fino all’inevitabile schianto coronarico dell’attempato amatore.
La riduzione teatrale fu elaborata da Piero Chiara adattando per il palcoscenico il suo best seller “La Spartizione”, che nel 1970 diventò un grande successo cinematografico per la regia di Alberto Lattuada con il titolo “Venga a prendere il caffè da noi”, con Ugo Tognazzi grande protagonista.


NOTE DI REGIA

La scelta di un testo che fotografa una provincia perbenista, che cela all’interno delle mura di casa storie “pruriginose” proviene da un consiglio del mio Maestro Aldo Signoretti nell’anno 1985. Mi affidò il compito di metterla in scena con tre attrici storiche della Campogalliani, Isa Mancini e le giovani Francesca Campogalliani e Loredana Sartorello e con un magnifico Damiano Scaini, vero “gallo nel pollaio”.
Chiesi la collaborazione di un famoso Nani Tedeschi, pittore, disegnatore e incisore, che con entusiasmo creò con i suoi disegni le scenografie della commedia.
Per ricreare i molteplici luoghi del racconto, spezzai lo spazio scenico con un sipario mobile e quindi apparizioni veloci e ritmate da musiche e luci concentrai l’attenzione principalmente sugli attori e sulla recitazione, con una regia quasi cinematografica.
Ora riprendo lo spettacolo con altri attori, ma con il medesimo impianto interpretativo e registico, per riproporre agli spettatori una storia di ipocrisie perbeniste, raccontata con ironia e semplicità da un grande scrittore come Piero Chiara.