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Accademia teatrale“rancesco Campogalliani” |
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Spettacoli realizzati con la collaborazione di : Fondazione della Comunità della Provincia di Mantova Fondazione Banca Agricola Mantovana Fondazione D'Arco Mantova Banca Agricola Mantovana
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ASSASSINO PER FORZA di Marc Gilbert Sauvajon regia di Mario Zolin
In programma dal 15 di ottobre al 17 dicembre 2009
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Gradito e premiato sia al Festival di Pesaro sia a quello di Imperia come miglior spettacolo classico da una parte e come miglior spettacolo in assoluto dall'altra, il testo dedicato ad uno degli autori più importanti del '900 viene riproposto per il pubblico di casa |
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L'allestimento del testo più alto di Shakespeare ha già avuto grandi elogi dal pubblico mantovano e la sua ripresa è stata programmata proprio per consentire ai tanti spettatori, che non avevano trovato posto al primo ciclo di rappresentazioni, di assistere ad uno degli spettacoli più suggestivi e impegnativi realizzati dalla Campogalliani |
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CHI DA NUALTAR LA TACA MIGA! di Francesco Campogalliani e Francesco Carli Regia di Aldo Signoretti |
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Inutile dire quanto ancora e sempre diverta il capolavoro del teatro mantovano di Francesco Campogalliani e Francesco Carli. Basti dire che, rappresentato anche fuori Mantova in una rassegna nazionale a Bolzano, ha ottenuto l'indice di maggior gradimento del pubblico… |
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Scherzi d’amore in salsa tragica di Anton Cechov regia di Maria Grazia Bettini |
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Re Lear di William Shakespeare regia di Maria Grazia Bettini |
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Camere da letto di Alan Ayckbourn regia di Maria Grazia Bettini |

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NEL NOME DEL PADRE di LUIGI LUNARI regia di Aldo Signoretti |
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LE COGNATE di Michel Tremblay regia di Mario Zolin |
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LA MORTE E LA FANCIULLA di Ariel Dorfmann regia di Maria Grazia Bettini |
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Che cosa accade quando 14 donne sono riunite nell'angusto spazio di una cucina in una casa popolare ad incollare il milione di bollini-premio che la fortuna s'è divertita a regalare ad una soltanto di loro? È quello che lo scrittore canadese Michel Tremblay si è accinto a raccontare e i cui esiti per ora lasciamo indovinare allo spettatore. Diremo solo che la critica ha riconosciuto in questo testo una delle opere più rappresentative delle radici sociali e familiari dell'autore, il quale in un gioco sapiente di tensioni e distensioni riesce a coinvolgere lo spettatore, chiamato a misurare la caratura morale della vita. Un bell'esercizio teatrale per un gruppo numeroso di interpreti, naturalmente tutte donne, e per un regista ( un uomo perbacco) che deve dimostrare di saperle governare. |
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Siamo in Argentina, negli anni '70 del secolo scorso, dopo la fine della dittatura militare. In questo quadro l'azione, che si potrebbe configurare come un dramma politico, in realtà propone temi esistenziali nei quali da sempre si avviluppa nella relatività del male e nella morbosità del bene la coscienza dei personaggi delineati da un'abile invenzione drammaturgia alla cui intensità contribuiscono in modo emozionante le note del famoso brano schubertiano "La morte e la fanciulla" richiamato nel titolo stesso del dramma. Dalla pagina teatrale di Ariel Dorfmann è stato tratto anche un film di grande successo interpretato da Sigournee Weaver e Ben Kingsley |

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TRE SULL’ALTALENA di LUIGI LUNARI regia di Aldo Signoretti |

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Dopo l’edizione del debutto (1990 - Teatro dei Filodrammatici di Milano - regia di Silvano Piccardi) “Tre sull’altalena” è stata portata in scena in Italia dalla Compagnia Pambieri-Tanzi-Beruschi (1996-Teatro Carcano - Milano), sempre per la regia di Silvano Piccardi. Tradotta a tutt’oggi in 15 lingue, pubblicata - oltre che in italiano nella BUR - in francese, inglese, spagnolo e russo. Rappresentata in Francia, Portogallo, Germania, Svizzera, Belgio, Olanda, Svezia, Finlandia, Estonia, Cecoslovacchia, Russia, Canadà, Messico e Colombia, prossimamente a Coburg (Germania), Atlanta (USA) luglio 2000; Khabarovsk (Siberia) stagione 2000, etc. Piccola considerazione: rappresentata in otto capitali della CEE dal teatro professionistico, ma a Roma solamente dalla Campogalliani. |
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FOIBE ROSSE VITA DI NORMA COSSETTO UCCISA IN ISTRIA NEL 1943 di Frediano Sessi adattamento e regia di Aldo Signoretti
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REBECCA LA PRIMA MOGLIE di Daphne Du Maurier regia di M. Grazia Bettini
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«La notte scorsa ho sognato che tornavo a Manderley.» Così inizia il romanzo più famoso di Daphne du Maurier, considerato un classico della letteratura gotica e di quella romantica. Una giovane donna s’innamora del ricco e affascinante Maxim de Winter, rimasto vedovo di recente. Arrivati a Manderley, la splendida tenuta dei de Winter, la ragazza si accorge che Rebecca, la prima moglie, è più viva che mai nella memoria di tutti coloro che l’hanno conosciuta. E che la sua presenza si allunga come un’ombra cupa e inquietante sul suo matrimonio, sulla sua identità, sulla magnifica dimora. Un romanzo grandioso sulla gelosia, la memoria, il passato e il presente, inesorabilmente legati tra loro. |
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. . ogni storia non raccontata rappresenta una piccola ingiustizia.... Elena Loewenthal FOIBE ROSSE Vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel ‘43 di Frediano Sessi. Adattamento teatrale di Aldo Signoretti per l’Accademia Teatrale Carnpogalliani di Mantova …..E’ difficile raccontare per grandi linee momenti storici così complessi che hanno determinato il contesto in cui si svolse questa e altre disgraziate vicende, senza dimenticare le tante strumentalizzazioni che si sono susseguite in questi armi e che hanno finito col rendere difficile il racconto della verità, lasciando amarezza e stupore in gran parte dei protagonisti… …Quando fu gettata nella foiba di Villa Surani, Norma Cossetto non era più solo una figlia, una sorella, una futura sposa e madre, ma anche, perché donna, il simbolo per eccellenza dell’intera società italiana d’Istria. Un simbolo che occorreva distruggere, infangare, per vincere. Un mezzo per umiliare il nemico e cancellarne la potenza rigeneratrice... Frediano Sessi |
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Il delitto di Lord Arthur Savile
Commedia tragicomica liberamente tratta dall’omonimo racconto di Oscar Wilde Regia di Maria Grazia Bettini
Nel quadro del persistente anzi accresciuto interesse per l’opera di Oscar Wilde, il racconto intitolato Il delitto di Lord Arthur Savile (1891)oltre ad essere un autentico capolavoro di ironia mistificatrice applicata a una fantasia umoristica che ha per risultato ultimo la critica di una società o di un costume gode di una particolare fortuna specie sul palcoscenico. |
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Il CANTO DEL CIGNO di Luigi Lunari regia di Riccardo Perraro
Compagnia teatrale “ LA RINGHIERA” di Vicenza
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Marc Gilbert Sauvajon (Valence 20 settembre 1909 – Montpellier 15 aprile 1985), laureatosi in legge e iscritto alla Scuola di Scienze Politiche, aveva deciso d’intraprendere la carriera diplomatica quando, attratto fatalmente dalla letteratura, soprattutto teatrale, abbandonò gli studi per inserirsi nel mondo giornalistico. Nel 1935 scrisse la sua prima opera per il teatro, ma il successo arrivò con il secondo lavoro e continuò fino alla fine con circa cento sceneggiature cinematografiche e una trentina di commedie che lo consacrarono come uno dei maestri della grande commedia francese, capace di proporre un repertorio salottiero con trame bizzarre e a volte paradossali da cui fanno capolino piccole verità quotidiane, alla maniera di Labiche e Feydeau. Fra i lavori di prosa più spesso ancora rappresentati: “L’anatra all’arancia”, “Tredici a tavola”, “Adorabile Giulia”, fra i films più famosi “Ninotchka”, “Michele Strogoff”, “Era di venerdì 17”, “La Madelon” e molti altri ancora. |
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Due atti unici con un filo conduttore comune : il rapporto con il cane. Non il cane come amico fedele e generoso, bensì l’animale che l’uomo ha creato a sua immagine e somiglianza con difetti,manie,vizi,passioni ,egoismi. |
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Di Gabriele D’Annunzio regia di Maria Grazia Bettini |
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Centenario della prima edizione del romanzo di Gabriele d’Annunzio Forse che sì forse che no in collaborazione con l’Accademia Nazionale Virgiliana e la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani |
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Nel paese peligno, dentro dal territorio di Anversa, presso le gole del Sagittario la vigilia di Pentecoste, al tempo del Re Borbone Ferdinando I |
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Metafora… sagace sul rapporto tra arte e potere di ieri e di oggi Adattamento teatrale di Mario Zolin da “Calabacillas e la grande Regina” di Fausto Bertolini |
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Traduzione e adattamento in dialetto mantovano di Ada Magri Poldi di “Le Baruffe Chiozzotte” di Carlo Goldoni regia di Italo Scaietta |
Di Ginette Beauvais-Garcin regia Maria Grazia Bettini |
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“….Rose Stellman entra a far parte del Clan delle Vedove a causa di una caduta…. a consolarla le sue amiche Jackie e Marcelle che l’aiuteranno a superare la varie fasi della sua nuova condizione. Dopo l’incontro con Sophie Clouzot, Rose prenderà coscienza di una nuova inaspettata realtà”. |
Di Vanni Mingardo regia Maria Grazia Bettini |
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Un divertente atto unico che si svolge in una locanda nelle vicinanze di Mantova durante la famosa Fiera dedicata alla Madonna delle Grazie. Tre avventori si presentano alle cameriere e padrona del locale e si ritrovano a doversi dividere l’unico letto rimasto. Equivoci e innamoramenti porteranno ad un simpatico liete fine. |
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Atto unico in quattro quadri di Chiara Prezzavento
DRAMATIS PERSONAE
Regia di Maria Grazia Bettini |
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Beatrice, servendosi del delegato Spanò, ordisce una trama per smascherare l’infedeltà del marito, il Cavalier Fiorica, che si lascia cogliere in flagrante…….. |

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OGNI GALLINA HA IL SUO PERCHÈ Di Achille Campanile regia di Maria Grazia Bettini |
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Scrittore di narrativa e di teatro, giornalista e critico televisivo, Achille Campanile nasce a Roma nel 1899. Con le sue opere ha percorso quasi tutto il Novecento, cogliendo con sguardo ironico il cambiamento e il rinnovamento della nostra società. Dopo gli esordi, negli anni Venti, in pieno fascismo, come giornalista, inizia a scrivere le prime commedie nelle quali prevale il gusto per i giochi di parole e l’atmosfera surreale. Autore di romanzi (vince due volte il Premio Viareggio, nel 1933 con Cantilena) di teatro,televisione e cinema .Muore nel 1977. |
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ovvero Il Testamento di Virgilio di Chiara Prezzavento regia di Maria Grazia Bettini |
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L’Accademia Teatrale Francesco Campogalliani di Mantova ha portato in scena in prima assoluta al Teatro Bibiena di Mantova il 14 ottobre 2011 l’atto unico, commissionato dall’Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze Lettere e Arti, per celebrare il genetliaco di Virgilio in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, un’esplorazione del rapporto tra l’autore e la sua opera – e tra la poesia e la storia – condotta attraverso una rilettura onirica degli eventi che circondarono la morte di Virgilio e la pubblicazione della sua opera più celebre: l’Eneide. |