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Accademia Teatrale
"Francesco Campogalliani"

Piazza d'Arco, 2 - 46100 Mantova
Tel./Fax 0376 325363
 

 

21 settembre 2014

nell'ambito del
67° FESTIVAL D'ARTE DRAMMATICA
PESARO
verrà proposta la commedia di

William Shakespeare

LA DODICESIMA NOTTE

ovvero

"QUEL CHE VOLETE"

Traduzione e riduzione teatrale di Luigi Lunari

Regia di Maria Grazia Bettini

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

 

ORSINO duca di Illiria
DIEGO FUSARI
VIOLA/CESARIO
ALESSANDRA MATTIOLI
SEBASTIANO fratello di Viola
LUCA GENOVESI
FESTE buffone
MICHELE ROMUALDI
OLIVIA contessa d'Illiria
VALENTINA DURANTINI
MALVOLIO maggiordomo di Olivia
ADOLFO VAINI
SIR TOBIA zio di Olivia
GIANCARLO BRAGLIA
SIR ANDREA corteggiatore di Olivia
CLAUDIO MADOGLIO
MARIA cameriera di Olivia
MARTINA GINELLI
MADAMA FABIANA al servizio di Olivia
GIOVANNA BERTOLI
VALENTINO al seguito del Duca
ANDREA CODOGNATO
CURIO al seguito del Duca
ANDREA FRIGNANI
ANTONIO amico di Sebastiano
SALVATORE LUZIO
CAPITANO DELLA NAVE
ETTORE SPAGNA

 

 

REALIZZAZIONE

 

Direttore di scena
LORENZA BECCHI
ANNALAURA MELOTTI
Scene
DIEGO FUSARI
DANIELE PIZZOLI
Costumi
FRANCESCA CAMPOGALLIANI
DIEGO FUSARI
Luci ed effetti speciali
GIORGIO CODOGNOLA
Scelte Musicali
NICOLA MARTINELLI
Musiche originali
MICHELE ROMUALDI
Tecnici luci e musiche
MASSIMILIANO FIORDALISO
MATTEO BERTONI
ERMANNO BALESTRIERI
Realizzazione costumi
SARTORIA TEATRALE COSTAPEREIRA
Realizzazione scene
FALEGNAMERIA BUSOLI

 

 

LA STORIA

Una terribile tempesta fa naufragare la nave sulla quale viaggiano Viola e Sebastiano, due gemelli particolarmente uniti dalla prematura morte dei genitori. Raggiunte le coste dell'Illiria (una regione tra l'Italia orientale e la Macedonia), Viola, che si è salvata dal naufragio grazie all'aiuto del capitano della nave, travestita da ragazzo con il nome di Cesario, entra al servizio del Duca Orsino, di cui subito si innamora.
Orsino, che vive un amore sofferto e non ricambiato per la bella contessa Olivia, ben lontano dall'immaginare il travestimento del giovane paggio, lo fa subito suo confidente. Cesario viene utilizzato dal duca come messaggero delle sue pene d'amore e Olivia, conquistata dalla suadente voce e dalla grazia del giovane Cesario, se ne innamora. Nei vari incontri, voluti da Orsino per perorare la sua causa, Olivia ha modo di dichiarare il suo amore, che non sa essere impossibile, al giovane Cesario-Viola, che ovviamente la respinge.
L'improvvisa apparizione di Sebastiano, scampato anche lui al naufragio grazie ad Antonio, sancisce la soluzione finale: Olivia si promette a Sebastiano credendolo Cesario, infatti i due gemelli si somigliano come due gocce d'acqua, e Orsino, riconoscendo come sincero l'affetto del giovane Cesario, cioè di Viola, e cedendo alla sua forza amorosa, decide di farne la padrona del suo padrone, sposandola.
All'interno della vicenda Viola - Orsino - Olivia - Sebastiano si sviluppa un'altra storia: la burla di Sir Toby "Rutto", parente di Olivia, di Sir Andrew, (due ubriaconi, buontemponi, ospiti di Olivia), della cameriera di Olivia, Maria, e dell’amica Fabiana ai danni del povero Malvolio, maggiordomo di Olivia, moralista, borioso, supponente, che aspira segretamente alla mano della padrona. La burla consiste nel far credere a Malvolio,  con una lettera opportunamente concepita e fatta trovare sul suo cammino, che anche Olivia lo ama segretamente… Ovviamente viene preso dalla contessa per pazzo e, come tale, dai quattro rinchiuso in una stamberga al buio e li' sbeffeggiato fino all'estremo limite.  C'è infine nella commedia un altro personaggio, Feste, il giullare buffone della contessa Olivia: egli è il Folle che tutto vede e tutti conosce nell'intimo, le cui melodie accompagnano, commentandolo, lo svolgersi degli avvenimenti e nelle cui parole ritroviamo la filosofica shakespeariana accettazione della realtà della vita.

 

NOTE DI REGIA

Metto in scena Shakespeare perché nel 2014 ricorre l’anniversario della sua nascita, il 1564, ma la scelta de La Dodicesima notte nasce dall’intenzione di proporre, tra tutte le commedie, quella che è parodia di altre commedie di Shakespeare e potrebbe per complessità e struttura rimanere l'ultima nella creazione.
I personaggi sono folli, senza saperlo, per questo il ritmo è frenetico. Il testo si muove continuamente sulle note della violenza, che però si sublima nella vena ironica del linguaggio shakespeariano.
L’ho immaginata senza tempo e luogo, come una ballata dell’autore, che nella commedia prende le vesti di Feste, il matto arguto e saggio, trasformato in un cantastorie alla fine del suo viaggio.
Ed ecco che costumi (così come le scene) non hanno epoca, ma presentano fogge vagamente classicheggianti con alcuni elementi che riconducono alla modernità; così pure la traduzione di Luigi Lunari propone un linguaggio moderno e attuale.
La commedia inizia proprio con il cantastorie Feste, che racconta di una tempesta, quasi collegandola a un’altra opera famosa La tempesta,  come se ci fosse un preludio della conclusione (quella dell’esperienza teatrale di Shakespeare).
Come tutte le ballate dei cantastorie, gli elementi scenici sono ridotti: un drappo che indica una vela, un giardino, una tenda, sedie di diverse epoche  che movimentano le azioni degli attori e un tavolo che diventa gabbia o assi della nave, così da lasciare spazio all’immaginazione degli spettatori.

Solitamente nella commedia le storie si risolvono in un cerchio che si chiude con il lieto fine, ma ne La Dodicesima notte lo schema classico di chiusura non è previsto: la fine è sospesa perché nulla si risolve, anche l’amore non trionfa sulla realtà nella quale, al contrario, le cose belle vivono accanto a quelle brutte, le crudeltà accanto ai buoni sentimenti, l’amore romantico insieme a quello irrisolto. Insomma nella realtà non tutto finisce bene e "quel che volete" è proprio quello che Shakespeare, nella sua ultima commedia, ci suggerisce di ricercare anche nella nostra vita.

 

Maria Grazia Bettini